Invito a contributi – Neophilologica n. 38. Gli universali fraseologici nelle lingue naturali

 

Numero tematico della rivista Neophilologica (n. 38)

Gli universali fraseologici nelle lingue naturali

 



Appel à contributions – Invito a contributi – Convocatoria de artículos – Call for papers

 


  • Curatori: Wiesław Banyś, Monika Sułkowska, Paweł Golda, Beata Śmigielska
  • Scadenza per l’invio degli articoli: il 31 marzo 2026
  • Data di pubblicazione: dicembre 2026
  • Lunghezza massima degli articoli: 60 000 caratteri (spazi inclusi)
  • Lingue di pubblicazione: francese, spagnolo, italiano, portoghese, inglese
  • Invio degli articoli e istruzioni per gli autori (obbligatorie): https://journals.us.edu.pl/index.php/NEO/about/submissions

Lo studio degli universali linguistici, strettamente legato alla tipologia linguistica, mira a identificare i tratti comuni alle lingue naturali, nonostante la loro diversità (es. Comrie, 1989, 2003; Croft, 1990; Greenberg, 1963, 1969). Questi universali — tradizionalmente classificati in fonologici, grammaticali, semantici e simbolici (es. Greenberg, Osgood, Jenkins, 1963) —
tendono a formalizzare gli invarianti del linguaggio umano, spesso in relazione con la cognizione e la percezione (es. Coșeriu, 1974; Saffi, 2005; Sułkowska, 2025). Se la tipologia linguistica si interessa alle differenze tra le lingue, lo studio degli universali ne delinea i vincoli, tracciando così i confini delle variazioni possibili (es. Comrie, 1989, 2003). Questa ricerca, teorizzata in particolare nel solco degli studi di Chomsky (1957, 1965) sulla grammatica universale, è stata concretamente avviata da Greenberg (1963), che ha proposto quarantacinque universali sintattici a partire da un campione di una trentina di lingue.

In quest’ottica, i due principi opposti formulati da Jespersen (1971 [1924]) — la libertà combinatoria e la fissità —, che spiegano la coesistenza di unità libere e unità fraseologiche (ossia enunciati polilessicali non liberi (Mel’čuk, 2013), o sintagmi fraseologizzati (Mel’čuk, 2010)), si ritrovano in tutte le lingue naturali, costituendo così uno dei fatti universali (es. Gréciano, 1991; Gross, 1996; Martin, 2021; Mel’čuk, 2023; Mejri, 2008, 2023). Questo universale, di natura sistemica, rappresenta un elemento chiave per l’esplorazione delle regolarità translinguistiche e transculturali proprie dei fraseologismi, che Dobrovol’skij (1988, 1992) ha chiamato con il termine universali fraseologici, il quale è stato successivamente ripreso in altri lavori (es. Gréciano, 1991; Messina Fajardo, 2009; Mejri, 2010; Kovács, 2015; Hamdane, 2021; Aliyeva, 2025; Sułkowska, 2025).

Inoltre, secondo Dobrovol’skij (1992), per elaborare un modello coerente della lingua naturale, la fraseologia deve essere connessa ad altri ambiti della linguistica generale, il che giustifica la necessità di proseguire le analisi degli universali fraseologici. A ciò si aggiungono altre motivazioni che possono essere di ordine applicativo, come lo sviluppo di una fraseodidattica più efficace (es. Messina Fajardo, 2009; Aliyeva, 2025), oppure derivare da considerazioni teoriche.

È proprio in questa prospettiva teorica che gli universali fraseologici si inseriscono nel campo della fraseologia contrastiva (Gréciano, 1991), disciplina emergente dalla seconda metà del XX secolo (Chen, 2021). Tuttavia, ad esempio, Colson (2008) sottolinea la fragilità dei fondamenti teorici degli studi comparativi, spesso limitati alla descrizione di inventari di sequenze fisse in diverse lingue. In questo contesto, la ricerca sugli universali fraseologici costituisce una via pertinente per superare tali limiti descrittivi e consolidare la base epistemologica di questa sottodisciplina. Ad oggi, la questione degli universali in fraseologia, nonostante la popolarità crescente della disciplina (Mel’čuk, 2013), resta in gran parte inesplorata, malgrado il suo interesse teorico e il suo potenziale euristico per gli studi comparativi (Sułkowska, 2025).

Con l’obiettivo di approfondire la nozione di universali fraseologici e di colmare questa lacuna attuale, la rivista Neophilologica — fondata alla fine degli anni Settanta — lancia un invito a contributi su questo tema per il prossimo numero (n. 38). I contributi potranno vertere, in particolare, su fenomeni universali già osservati nelle unità fraseologiche di diverse lingue (es. Messina Fajardo, 2009; Sułkowska, 2025), quali:

  • l’espressione di emozioni o stati psicologici (angoscia, gioia, ironia, ecc.);
  • la ricorrenza di alcune classi lessicali (corpo umano, animali, elementi naturali, ecc.);
  • la ricorrenza di alcune relazioni come polisemia, omonimia, sinonimia o antonimia;
  • le corrispondenze morfosintattiche o semantiche (assolute o parziali) delle unità fraseologiche tra lingue;
  • l’organizzazione delle unità fraseologiche secondo categorie tipologiche comparabili (proverbi, collocazioni, pragmatemi, ecc.) e
  • la convergenza etimologica e funzionale delle strutture fraseologiche.

Oltre all’analisi di questi fenomeni, gli articoli potranno inoltre:

  • identificare e definire altri elementi comuni tra i fraseologismi di lingue diverse;
  •  contribuire alla teorizzazione del concetto di universali fraseologici;
  • esplorare le implicazioni dell’universalità fraseologica in ambiti applicativi (didattica delle lingue, lessicografia, traduttologia, ecc.);
  • interrogarsi sui limiti e sulla natura graduale di tali universali.

I contributi, redatti in una lingua romanza o in inglese, dovranno basarsi su dati contrastivi che includano almeno una lingua romanza. Si incoraggia anche l’inclusione di lingue appartenenti ad altre famiglie linguistiche.

Scadenze

  • Invio degli articoli: il 31 marzo 2026
  • Risposta dei revisori: giugno 2026
  • Consegna delle versioni riviste: settembre 2026
  • Pubblicazione del numero: dicembre 2026